Approfondimenti · Privacy e GDPR

Videosorveglianza e privacy: le regole

di 3 min di lettura aggiornato il

Installare telecamere in un’azienda, in un negozio o in un condominio è semplice sul piano tecnico, ma comporta il trattamento di dati personali e quindi obblighi precisi. La videosorveglianza è uno degli ambiti su cui il Garante interviene più spesso: conoscerne le regole evita sanzioni e contestazioni. Vediamo i punti essenziali.

Si applica il GDPR

Le immagini che identificano le persone sono dati personali: alla videosorveglianza si applica integralmente il GDPR, insieme ai provvedimenti e alle indicazioni del Garante. Non esiste un «liberi tutti» per chi installa telecamere: ogni impianto va progettato in modo conforme.

Informativa e cartelli

Chi entra in un’area videosorvegliata deve esserne informato prima: vanno collocati cartelli ben visibili, con le informazioni essenziali, e resa disponibile un’informativa estesa (ad esempio tramite QR code o presso un punto indicato). La trasparenza è il primo obbligo: nessuna ripresa «occulta» è ammessa al di fuori dei casi eccezionali previsti dalla legge.

Base giuridica e proporzionalità

Il trattamento deve poggiare su una base giuridica (tipicamente il legittimo interesse alla sicurezza di persone e beni) ed essere proporzionato: le telecamere vanno orientate sullo stretto necessario, evitando di inquadrare aree pubbliche, proprietà altrui o spazi non pertinenti oltre il dovuto. Vale il principio di minimizzazione.

La conservazione delle immagini

Le registrazioni vanno conservate per il tempo strettamente necessario: di norma poche ore o pochi giorni. Tempi più lunghi richiedono una specifica giustificazione (ad esempio per particolari esigenze di sicurezza) e vanno comunque contenuti. La conservazione indefinita è uno degli errori più frequenti.

Sul luogo di lavoro

Quando le telecamere possono comportare anche solo potenzialmente un controllo a distanza dei lavoratori, si applica l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970): l’installazione richiede un accordo con le rappresentanze sindacali o, in mancanza, l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro, oltre all’informativa ai lavoratori. È un presidio che si aggiunge a quelli del GDPR.

In condominio

L’installazione di un impianto comune in condominio richiede una delibera assembleare con la maggioranza qualificata di legge. Restano fermi cartelli, informativa, proporzionalità (niente riprese degli ingressi delle singole abitazioni oltre il necessario) e conservazione limitata.

Audio e DPIA

La registrazione audio è di regola da evitare, perché più invasiva e raramente necessaria. Per gli impianti che comportano una sorveglianza sistematica su larga scala può essere necessaria una valutazione d’impatto (DPIA).

Cosa dice la giurisprudenza

Il Garante interviene con regolarità sulla videosorveglianza, soprattutto sugli usi non previsti delle immagini. Con provvedimento del 14 maggio 2026 (doc. web 10259305; in Newsletter n. 548 del 17 giugno 2026) ha ammonito un Comune che aveva trasmesso alla Motorizzazione Civile le immagini di telecamere di sicurezza urbana per accertare infrazioni al Codice della strada, in assenza di una specifica base normativa che autorizzasse quell’uso ulteriore: ogni impianto ha finalità dichiarate, e gli usi secondari sono leciti solo se previsti dalla legge. Sul versante della valutazione preventiva, lo stesso Garante ha sanzionato il Comune di Portici, che aveva avviato un sistema di rilevazione automatica delle infrazioni con videosorveglianza senza la valutazione d’impatto (DPIA) obbligatoria (provv. n. 766 del 12 dicembre 2024); con distinto provvedimento del 19 dicembre 2024 (doc. web 10107263) ha sanzionato anche il Comune di Levanto, per la lettura automatizzata delle targhe senza DPIA. La DPIA va completata prima di accendere le telecamere, non dopo un’ispezione.

Domande frequenti

Bastano i cartelli? Sono obbligatori, ma non sufficienti: servono base giuridica, proporzionalità, informativa estesa e tempi di conservazione limitati.

Per quanto posso conservare le immagini? Per il tempo strettamente necessario, di norma poche ore o pochi giorni; tempi superiori vanno giustificati e contenuti.

Posso installare telecamere che inquadrano i dipendenti? Solo nel rispetto dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori: accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato, oltre all’informativa.

Progettare un impianto di videosorveglianza conforme — cartelli, base giuridica, conservazione, lavoro e condominio — evita gran parte dei problemi. Offriamo supporto nella consulenza in materia di privacy e GDPR.

Il presente approfondimento ha finalità informative e non sostituisce una valutazione del caso concreto.

Questo approfondimento ha finalità informative e divulgative e non costituisce un parere legale sul caso concreto. Contenuto verificato dal Dott. Giuseppe Foti, consulente legale — ultima verifica: 15 luglio 2026.

← Tutti gli approfondimenti

Contatto

Il tuo caso non è un caso di scuola?

Gli articoli inquadrano i problemi in generale: per la tua situazione serve un parere su misura.

Prima risposta entro un giorno lavorativo. Il primo contatto è gratuito e senza impegno.