Il nuovo Codice dei contratti pubblici si apre in modo inusuale: non con definizioni, ma con tre principi destinati a orientarne l’intera applicazione. Non sono dichiarazioni di stile: sono criteri che guidano l’interpretazione delle norme e l’esercizio della discrezionalità. Capirli aiuta a leggere correttamente tutto il resto del Codice.
Una scelta di metodo
Gli articoli 1, 2 e 3 del decreto legislativo 36/2023 collocano in apertura il principio del risultato, il principio della fiducia e il principio dell’accesso al mercato. L’articolo 4 ne fa un criterio interpretativo e applicativo: le disposizioni del Codice si interpretano e si applicano alla luce di questi principi. È una bussola, non un preambolo.
Il principio del risultato (art. 1)
Il principio del risultato pone al centro l’obiettivo: affidare ed eseguire il contratto con la massima tempestività e il miglior rapporto qualità/prezzo, nel rispetto della legalità, della trasparenza e della concorrenza. Costituisce criterio prioritario nell’esercizio della discrezionalità: a parità di legittimità, va preferita la soluzione che meglio realizza l’interesse pubblico concreto. È il superamento di un’idea puramente formalistica della procedura.
Il principio della fiducia (art. 2)
Il principio della fiducia valorizza la reciproca fiducia nell’azione legittima, trasparente e corretta delle amministrazioni, dei loro funzionari e degli operatori economici. Ha una ricaduta pratica importante: incoraggia l’iniziativa e l’assunzione di responsabilità da parte dei funzionari, in funzione di contrasto alla cosiddetta «paura della firma» che rallenta l’azione amministrativa.
L’accesso al mercato (art. 3)
Il principio dell’accesso al mercato impegna le stazioni appaltanti a favorire la partecipazione degli operatori economici nel rispetto dei principi di concorrenza, imparzialità, non discriminazione, pubblicità e trasparenza, proporzionalità. È la proiezione, sul piano interno, dell’apertura concorrenziale richiesta dal diritto europeo.
Perché contano davvero
Questi principi non restano sullo sfondo: orientano scelte concrete. Guidano la motivazione degli atti, l’esercizio del soccorso istruttorio, la lettura delle cause di esclusione, l’impostazione della decisione di contrarre. In sede di contenzioso, sono spesso richiamati per valutare la legittimità sostanziale dell’operato della stazione appaltante.
Cosa dice la giurisprudenza
Che i principi non siano enunciazioni astratte lo conferma la giurisprudenza. Il Consiglio di Stato (Sez. V, 13 settembre 2024, n. 7571) ha affermato che il principio del risultato e quello della fiducia sono «avvinti inestricabilmente»: la fiducia amplia i poteri valutativi e la discrezionalità della stazione appaltante in funzione del miglior risultato possibile, senza però legittimare scelte formalistiche che tradiscano l’interesse pubblico sotteso alla gara. Il risultato, in altre parole, diventa criterio prioritario nell’esercizio della discrezionalità: non una giustificazione per derogare alle regole, ma la bussola che ne orienta l’applicazione.
Domande frequenti
I principi del Codice sono vincolanti o solo programmatici? Sono criteri di interpretazione e applicazione del Codice (art. 4): orientano concretamente l’attività e l’esercizio della discrezionalità.
Cosa significa “principio del risultato”? Che l’azione va orientata a realizzare l’opera o il servizio con tempestività e miglior rapporto qualità/prezzo, nel rispetto della legalità: è criterio prioritario nella discrezionalità.
Il principio della fiducia tutela i funzionari? Ne valorizza l’iniziativa e la responsabilità, in funzione di contrasto alla «paura della firma», fermo il rispetto della legge.
Leggere le singole regole alla luce dei principi è il modo corretto di applicare il nuovo Codice. Offriamo supporto interpretativo e operativo nella consulenza sul Codice dei contratti pubblici.
Il presente approfondimento ha finalità informative e non sostituisce una valutazione del caso concreto.
Questo approfondimento ha finalità informative e divulgative e non costituisce un parere legale sul caso concreto. Contenuto verificato dal Dott. Giuseppe Foti, consulente legale — ultima verifica: 23 giugno 2026.