Area · Vendite online

Rimborsi, recesso e chargeback

Consulenza stragiudiziale per chi vende online: policy che reggono, contestazioni gestite con le prove giuste, recesso limitato dove — e solo dove — la legge lo consente. Per e-commerce, corsi e contenuti digitali, SaaS e abbonamenti.

Per chi

Chi si rivolge allo studio

E-commerce e negozi online

Chi vende prodotti e riceve contestazioni di pagamento, resi pretestuosi o richieste di rimborso oltre ogni ragionevolezza — e scopre che la piattaforma non lo difende.

Corsi, contenuti digitali e SaaS

Chi vende formazione, software o servizi in abbonamento e subisce il recesso «strumentale»: il cliente consuma il contenuto e poi chiede indietro i soldi.

Professionisti e servizi online

Consulenti, freelance e agenzie che vendono prestazioni a distanza e vogliono condizioni di vendita e policy di rimborso che tengano, anche coi clienti esteri.

Casi ricorrenti

I problemi che risolviamo

  • Un cliente ha aperto un chargeback e la banca ha già riaddebitato l'importo: hai pochi giorni per rispondere con le prove.
  • Il cliente ha completato il corso — o scaricato il contenuto — e ora manda la PEC di recesso «entro i 14 giorni».
  • L'informativa sul recesso è copiata da un modello: se è sbagliata, il periodo di recesso si allunga fino a dodici mesi oltre i quattordici giorni.
  • Dal 19 giugno 2026 serve il «pulsante di recesso» sul sito: molti non l'hanno ancora, e l'AGCM può considerarlo pratica scorretta.
  • Gli abbonamenti si rinnovano da soli ma informativa e disdetta non sono a norma: il caso Virgin Active (3 milioni di sanzione) insegna.
  • Vendi anche a partite IVA ma il checkout non distingue B2B e B2C: stai concedendo un recesso che non dovresti.

Il risultato del lavoro è concreto: condizioni e policy scritte sul tuo prodotto, un flusso di consenso che regge le contestazioni e la risposta pronta quando la disputa arriva.

I servizi

Dalla prevenzione alla singola disputa

Check-up del recesso (e del pulsante 2026)

Verifica dell'informativa sul recesso e della nuova funzione di recesso online obbligatoria dal 19 giugno 2026: chiudiamo la falla del «recesso da 12 mesi» e mettiamo il sito in regola.

Esclusioni del recesso su misura

Per contenuti digitali, servizi eseguiti e beni personalizzati: il flusso di consenso previsto dall'art. 59 del Codice del Consumo — checkbox, wording, conferme — progettato perché l'esclusione regga davvero.

Condizioni di vendita B2B/B2C

Termini e condizioni con doppio binario: al consumatore ciò che la legge impone, al cliente business ciò che il contratto consente — incluso escludere il recesso dove è legittimo.

Risposta ai chargeback

Analisi del codice di contestazione e risposta documentata nei termini: prova di consegna, log, consensi, comunicazioni. E, a monte, la progettazione delle prove da conservare per difendersi nelle dispute future.

Abbonamenti e rinnovi automatici

Informative di rinnovo, termini di disdetta ragionevoli, clausole non vessatorie: la struttura che evita contestazioni dei clienti e attenzioni dell'AGCM.


Riferimenti normativi

Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), artt. 45-67 e in particolare 49, 51-53, 56-57, 59; direttiva (UE) 2023/2673 sulla funzione di recesso online; Reg. UE 2016/679 per i dati trattati nelle dispute; regole dei circuiti di pagamento (Visa, Mastercard) e dei PSP (PayPal, Stripe) sulle contestazioni; D.Lgs. 11/2010 (PSD2, SCA).

Un impegno esplicito: non promettiamo «zero rimborsi». I diritti del consumatore sono irrinunciabili (art. 143 Cod. Cons.) e ostacolarli è una pratica scorretta: limitiamo il recesso solo dove la legge lo consente — ed è più spesso di quanto pensi — e difendiamo le contestazioni con le prove, non con le scorciatoie.

Come si svolge

Tre passaggi, per iscritto

  1. Richiesta

    Ci racconti cosa vendi e qual è il problema: una disputa aperta, un recesso contestato, le policy da sistemare. Bastano due righe e l'indirizzo del sito.

  2. Analisi

    Esaminiamo checkout, condizioni e flussi reali — o il fascicolo della disputa — e concordiamo per iscritto perimetro, tempi e compenso.

  3. Consegna

    Ricevi documenti pronti all'uso: condizioni e policy, il flusso di consenso da implementare, la risposta alla contestazione con il suo dossier di prove.

Per le dispute i tempi sono stretti (spesso 7-21 giorni): segnalalo nella richiesta e diamo priorità. Tutto da remoto, in italiano e in inglese.

FAQ

Domande frequenti

Si può escludere il diritto di recesso?
Solo nei casi tassativi dell’art. 59 del Codice del Consumo: servizi completamente eseguiti, contenuti digitali, beni su misura o sigillati, tra gli altri — e ciascuno richiede condizioni formali precise (consenso espresso, presa d’atto della perdita del diritto). Fuori da quei casi il recesso è irrinunciabile: chi promette «zero rimborsi» espone a clausole nulle e sanzioni.
Un cliente ha aperto un chargeback: cosa posso fare?
Rispondere nei termini (in genere 7-21 giorni) con le prove giuste per il codice di contestazione: consegna tracciata, log di accesso al servizio, consenso raccolto al checkout, comunicazioni. La risposta va costruita nel merito — è un piccolo atto difensivo — e le prove vanno progettate prima che la disputa arrivi.
Il recesso vale anche per i clienti con partita IVA?
No: il recesso del Codice del Consumo protegge solo il consumatore. Per i clienti che acquistano nell’esercizio della propria attività (anche per scopi solo connessi, secondo la Cassazione) può essere legittimamente escluso nelle condizioni di vendita — se il checkout distingue correttamente B2B e B2C.
Cos’è il pulsante di recesso obbligatorio dal 2026?
Dal 19 giugno 2026 gli e-commerce B2C devono offrire una funzione digitale per recedere «in pochi click» (art. 54-bis Cod. cons., introdotto dal D.Lgs. 209/2025). Se il pulsante manca, la violazione è sanzionabile dall’AGCM come pratica commerciale scorretta; se invece è l’informativa sul recesso a essere omessa o sbagliata, il periodo di recesso si allunga fino a dodici mesi oltre i quattordici giorni (art. 53 Cod. cons.).
È uno studio di avvocati?
No: è uno studio di consulenza legale, guidato dal Dott. Giuseppe Foti, consulente legale. L’attività è esclusivamente stragiudiziale; per il patrocinio in giudizio indirizziamo a professionisti abilitati.

Contatto

Una disputa aperta o una policy da blindare?

Raccontaci il caso: se c'è una scadenza in corso, scrivilo subito — per le contestazioni i giorni contano.

Prima risposta entro un giorno lavorativo. Il primo contatto è gratuito e senza impegno.