Approfondimenti · Piattaforme telematiche

Acquisti in Rete: errori comuni e CIG

di 5 min di lettura

La gran parte degli acquisti pubblici di importo contenuto passa per Acquisti in Rete, il portale di Consip che ospita il MePA. La familiarità con lo strumento, però, non mette al riparo dagli errori: la scelta del canale sbagliato e la gestione approssimativa del CIG sono tra le cause più frequenti di intoppi e di rilievi. Vale la pena fissare i punti che ricorrono più spesso.

Gli strumenti: ordine diretto, trattativa diretta, RdO

Sul MePA convivono modalità di acquisto dalla logica profondamente diversa:

  • l’Ordine Diretto (ODA): acquisto «a catalogo», senza negoziazione;
  • la Trattativa Diretta (TD): negoziazione bilaterale con un unico operatore;
  • il Confronto di preventivi e le Richieste di offerta (RdO Semplice ed Evoluta): il confronto tra più operatori, fino alla gara sotto soglia.

Confondere questi strumenti è il primo e più costoso errore: a ciascuno corrispondono presupposti, tempi e adempimenti distinti, e la scelta deve riflettere la procedura giuridica prescelta (affidamento diretto o procedura competitiva). La piattaforma, in altri termini, è soltanto il mezzo: non sostituisce la decisione su quale procedura adottare, che resta a monte ed è rimessa, con la relativa motivazione, alla stazione appaltante. Sceglierne lo strumento prima di aver definito la procedura è un’inversione logica all’origine di molti errori — e, sul versante del fornitore, di offerte impostate sul canale sbagliato.

Gli errori più comuni

Nella pratica ricorrono soprattutto questi:

  • Strumento incoerente con la procedura: avviare un’RdO quando si era deciso un affidamento diretto, o procedere con un ordine diretto dove serviva un confronto competitivo.
  • Voler modificare la negoziazione dopo l’acquisizione del CIG: una volta richiesto il codice, di norma si possono gestire i soli documenti, non più i campi della negoziazione. Chi se ne avvede tardi si trova bloccato.
  • Disallineamento dei dati: oggetto, importo e codici (CPV) inseriti sulla piattaforma devono coincidere con quelli che confluiscono nel CIG e nella Banca dati nazionale; un dato errato si trascina lungo tutto il ciclo.
  • Trascurare gli adempimenti «a monte»: la decisione di contrarre, la motivazione e il rispetto della rotazione non sono assorbiti dalla piattaforma (si veda l’affidamento diretto).
  • Sul versante del fornitore: mantenere un catalogo non aggiornato o non competitivo, che vanifica l’ordine diretto, oppure rispondere a una RdO trascurando la documentazione amministrativa richiesta.

Il CIG sulla piattaforma: quando e come

Le negoziazioni del MePA — ordine diretto, trattativa diretta, RdO — sono procedure di acquisto e, come tali, comportano di regola l’acquisizione del CIG, che dal 1° gennaio 2024 avviene direttamente tramite la piattaforma certificata, in interoperabilità con la Piattaforma Contratti Pubblici dell’ANAC. Il codice si ottiene nella fase pertinente e, una volta acquisito, riduce i margini di modifica: di qui l’importanza di impostare correttamente i dati prima di richiederlo. In concreto, prima di avviare la negoziazione conviene fissare quattro punti: quale procedura giuridica si sta attuando, quale strumento del MePA vi corrisponde, quali dati — oggetto, importo, CPV — confluiranno nel CIG e se l’acquisto sia o meno soggetto a tracciabilità. È una verifica di pochi minuti che previene la gran parte dei blocchi.

«Selezionare la procedura per non richiedere il CIG»

Su questo punto serve chiarezza, anche per non incorrere in violazioni. Il CIG non si elude: per gli acquisti che lo richiedono è obbligatorio, e configurare una procedura al solo fine di non acquisirlo costituirebbe una violazione degli obblighi di tracciabilità.

L’unico caso in cui, legittimamente, sulla piattaforma non si richiede il CIG è quello degli acquisti genuinamente esenti — le fattispecie escluse di cui all’approfondimento dedicato a quando il CIG non è obbligatorio. In tali ipotesi il codice non va acquisito e l’operazione va gestita in modo coerente, evitando di avviare una negoziazione che lo presupponga. ⚠️ I passaggi esatti a video mutano nel tempo: è bene verificare sempre le guide aggiornate di Acquisti in Rete e i comunicati ANAC, anziché affidarsi a istruzioni di seconda mano.

Cosa dice la giurisprudenza

Gli errori sul CIG non sono mai meramente formali, perché la violazione degli obblighi di tracciabilità ha conseguenze pesanti. Le Linee guida ANAC sulla tracciabilità (Determinazione n. 4 del 7 luglio 2011, aggiornate per il nuovo Codice dei contratti con la delibera n. 585 del 19 dicembre 2023 e, da ultimo, con la delibera n. 176 del 15 aprile 2026) ricordano che la disciplina impone tre adempimenti — conto corrente dedicato, pagamenti con strumenti tracciabili, indicazione di CIG (e CUP) — e gradua le conseguenze della violazione: nullità assoluta del contratto in caso di omessa clausola di tracciabilità (art. 3, c. 8, L. 136/2010), risoluzione del contratto per i pagamenti non tracciabili (art. 3, c. 9-bis) e sanzioni amministrative irrogate dal Prefetto (art. 6) per pagamenti su conti non dedicati o privi di CIG. Lo stesso ANAC, con il Comunicato del Presidente del 26 marzo 2025, è tornato a richiamare gli operatori proprio sugli errori più frequenti — clausola di tracciabilità mancante, conti non comunicati, fatture e bonifici privi di CIG/CUP — che ricorrono tipicamente anche negli acquisti su mercato elettronico. Tradotto in pratica: la fattura senza CIG e il pagamento sul conto sbagliato non sono sviste, ma vizi che possono travolgere il contratto.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra ordine diretto, trattativa diretta e RdO? L’ordine diretto è l’acquisto a catalogo; la trattativa diretta è la negoziazione con un solo operatore; il confronto di preventivi e le RdO coinvolgono più operatori.

Posso modificare la negoziazione dopo aver preso il CIG? Di norma no: dopo l’acquisizione del CIG si gestiscono i documenti, non i campi della negoziazione. Conviene verificare ogni dato prima di richiederlo.

Su Acquisti in Rete posso evitare il CIG? Solo se l’acquisto è genuinamente esente (v. quando il CIG non è obbligatorio). Per gli acquisti soggetti, il CIG è dovuto: non esistono scorciatoie legittime per aggirarlo.

Tra scelta dello strumento, dati coerenti e corretta gestione del CIG, anche un acquisto «di routine» su MePA richiede metodo. È il tipo di supporto operativo che offriamo, accanto ai pareri, nell’ambito della consulenza sulle procedure telematiche di acquisto.

Il presente approfondimento ha finalità informative e non sostituisce una valutazione del caso concreto.

Questo approfondimento ha finalità informative e divulgative e non costituisce un parere legale sul caso concreto. Contenuto verificato dal Dott. Giuseppe Foti, consulente legale — ultima verifica: 19 giugno 2026.

← Tutti gli approfondimenti

Contatto

Il tuo caso non è un caso di scuola?

Gli articoli inquadrano i problemi in generale: per la tua situazione serve un parere su misura.

Prima risposta entro un giorno lavorativo. Il primo contatto è gratuito e senza impegno.