In sintesi. Il RUP è il responsabile unico del progetto (art. 15 del D.Lgs. 36/2023, non più «del procedimento»), nominato tra i dipendenti della stazione appaltante, anche assunti a tempo determinato. Presidia programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione, con le attività elencate nell’allegato I.2; possono essere nominati responsabili di singole fasi sotto il suo coordinamento. In mancanza di nomina espressa, l’incarico è svolto dal responsabile dell’unità organizzativa titolare del potere di spesa.
Dietro ogni contratto pubblico c’è una figura che ne segue l’intero arco di vita: il RUP. Il nuovo Codice ne ha persino cambiato il nome, da «responsabile del procedimento» a responsabile unico del progetto, segno di una funzione che va oltre la singola procedura. Vale la pena chiarire chi sia, come si nomini e di cosa risponda.
Chi è il RUP
L’articolo 15 del decreto legislativo 36/2023 prevede che, per ogni intervento da realizzarsi mediante contratto pubblico, le stazioni appaltanti nominino un responsabile unico del progetto (RUP). La novità terminologica è sostanziale: il RUP non presidia solo la fase di gara, ma il progetto nel suo complesso — programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione. È il punto di riferimento unitario della procedura.
La nomina
Il RUP è nominato dalla stazione appaltante tra i propri dipendenti, anche assunti a tempo determinato (art. 15, comma 2), dotati delle competenze professionali adeguate e di preferenza in servizio presso l’unità organizzativa titolare del potere di spesa. In caso di carenza di personale qualificato, la nomina può cadere anche su dipendenti di altre amministrazioni pubbliche. In mancanza di una nomina espressa, l’incarico è svolto ex lege dal responsabile dell’unità organizzativa titolare del potere di spesa; eventuali vizi vanno valutati in concreto.
I compiti
Il RUP coordina e vigila su tutte le fasi, curando che l’intervento sia condotto nei tempi e secondo le regole. L’allegato I.2 al Codice ne elenca le attività specifiche, distinte per fase. In sintesi, il RUP cura la programmazione, propone e verifica gli atti, controlla l’esecuzione, gestisce gli adempimenti verso l’ANAC e svolge una funzione di garanzia dell’interesse pubblico. È lui a proporre e predisporre la decisione di contrarre, la cui adozione spetta all’organo competente della stazione appaltante (art. 17, comma 1), salvo che il RUP stesso ne abbia la competenza secondo l’ordinamento dell’ente. Rientra inoltre tra i suoi compiti la verifica dei conflitti di interesse (art. 16) tra chi opera nella procedura e i concorrenti: un controllo concreto, su cui l’ANAC è intervenuta di recente con il parere della funzione consultiva n. 8 del 24 marzo 2026.
I responsabili di fase
Una novità del Codice è la possibilità, per le stazioni appaltanti, di nominare responsabili di singole fasi (programmazione, progettazione, affidamento, esecuzione), fermo restando il RUP che ne coordina l’operato. È una risposta alla complessità di certi interventi: il RUP resta il regista, ma può avvalersi di responsabili dedicati.
I requisiti
I requisiti di professionalità del RUP sono graduati in funzione della complessità dell’intervento, secondo quanto indicato nell’allegato I.2: titolo di studio ed esperienza adeguati, oltre a una formazione costante. Per gli affidamenti più semplici i requisiti sono meno stringenti; per quelli complessi servono competenze specialistiche. Sull’atto che apre la procedura si veda anche l’affidamento diretto.
Di cosa risponde
Il RUP risponde del corretto svolgimento del progetto nell’ambito delle proprie competenze. La sua è una responsabilità di coordinamento e vigilanza, che non assorbe quella dei singoli responsabili di fase o degli organi tecnici, ma neppure se ne disinteressa.
Cosa dice la giurisprudenza
La giurisprudenza amministrativa ha consolidato la centralità del RUP come organo responsabile della regolarità della procedura. Il Consiglio di Stato (Sez. V, 1° aprile 2025, n. 2731) ha riconosciuto che spetta al RUP adottare i provvedimenti vincolati di esclusione quando i requisiti richiesti non risultano soddisfatti: non una facoltà discrezionale, ma un atto dovuto che discende dall’art. 15 e dall’allegato I.2. È la conferma che il RUP non è una figura di mera ratifica, ma il garante sostanziale della legalità dell’affidamento, chiamato a intervenire — anche in senso espulsivo — quando la procedura lo impone.
Il RUP è il cardine organizzativo dell’appalto: dalla sua corretta individuazione e dal presidio delle fasi dipende la tenuta dell’intera procedura. Affianchiamo le stazioni appaltanti nell’organizzazione di questi adempimenti con il supporto al RUP nelle procedure di gara.
Domande frequenti
RUP significa ancora «responsabile unico del procedimento»? No: nel D.Lgs. 36/2023 il RUP è il «responsabile unico del progetto», con una funzione estesa a tutte le fasi dell’intervento.
Il RUP deve essere interno alla stazione appaltante? Di regola sì: è nominato tra i dipendenti, anche assunti a tempo determinato, di preferenza in servizio presso l’unità organizzativa titolare del potere di spesa. In caso di carenza di personale qualificato, la nomina può cadere anche su dipendenti di altre amministrazioni pubbliche.
Si possono nominare più responsabili? Sì: il Codice consente di affidare singole fasi a responsabili dedicati, sotto il coordinamento del RUP.
Il presente approfondimento ha finalità informative e fotografa la disciplina vigente alla data di pubblicazione; non sostituisce una valutazione del caso concreto.
Questo approfondimento ha finalità informative e divulgative e non costituisce un parere legale sul caso concreto. Contenuto verificato dal Dott. Giuseppe Foti, consulente legale — ultima verifica: 15 luglio 2026.